SPECIE DI SPAZI. A cura di Valentina Rossi
Specie di Spazi nasce da una condizione condivisa: un gruppo di giovani artisti che lavora quotidianamente in un luogo di residenza e ricerca quale è il Collegio Venturoli, si confronta per la prima volta con lo spazio della fiera d’arte. Tra lo spazio vissuto e quello esposto, si apre una riflessione sullo spazio contemporaneo inteso come costruzione relazionale, storica e percettiva. Il titolo è tratto da un libro dello scrittore francese Georges Perec, per il quale lo spazio emerge da pratiche, usi e micro-azioni che ne determinano il senso.
Adottarne lo sguardo significa interrogare ciò che è abituale e invisibile, osservando dettagli, soglie e automatismi che mettono in tensione funzione, percezione ed esperienza. In questo senso, la mostra non illustra Perec ma ne assume la metodologia, il dispositivo critico per leggere il passaggio dalla dimensione privata della residenza a quella pubblica e normativa della fiera, rendendo evidente come lo spazio sia sempre prodotto da relazioni e regimi di visibilità. Le opere presentate, realizzate appositamente per Arte Fiera, attivano diverse modalità di interrogazione dello spazio: come percorso, esperienza percettiva, costruzione simbolica o mentale.